IL GIORNO FATALE PER 300 SPARTANS

IL GIORNO FATALE PER 300 SPARTANS

0

Una dei giorni più bui dell’intera storia UNSC è sicuramente stato quello dell’Operazione TORPEDO, dove in poco più di 7 ore persero la vita quasi 300 Spartans (298 per essere precisi).

Gli eventi di quest’operazione sono narrati all’interno de “I fantasmi di Onyx”, ma oggi cercherò di riassumere quelli principali nel giro di pochi minuti.

L’Operazione TORPEDO fu una missione indetta dalla UNSC per radere al suolo una raffineria dei Covenant, sostanzialmente un enorme deposito di gas, sulla Luna non abitata di Pegasi Delta, in orbita attorno a 51 Pegasi B nel Sistema 51 Pegasi, proprio ai margini della linea che demarcava lo spazio comandato dagli umani. Vista la posizione strategica della base, era cruciale essere al comando della stessa. Questa Luna era infatti alquanto speciale, dato che al contrario di molte altre lune, abbondava di materiali e minerali; deuterio e trizio in particolare, sostanze chimiche utilizzate nei reattori al plasma dei Covenant, che rendevano questa raffineria un eccellente impianto di rifornimento per le loro navi da combattimento. Prima di questa grossa battaglia, la USNC cercò invano di lanciare testate nucleari a lungo raggio verso l’installazione, ma la tecnologia Covenant riuscì a bloccarle molto prima dell’impatto. Si pensò ad un invasione di ODST, ma dopo un’attenta analisi venne presa per definitiva la decisione di mandare in avanscoperta una nuova compagnia di Spartans-III, che viaggiavano insieme al vettore UNSC All Under Heaven.

La battaglia ebbe luogo il 3 luglio 2545, 7 anni prima degli eventi di Halo Reach. Il piano era stabilito: 300 Spartans dovevano collocare una bomba nel cuore dell’installazione, per poi avvalersi di 7 Prowlers per evadere dal campo di battaglia. Non quei Prowlers che abbiamo conosciuto grazie ai giochi, ma i Prowlers dell’ONI, navi da guerra di piccole dimensioni (in genere di dimensioni corvette) usate per missioni rapide che richiedevano atteggiamenti stealth. L’operazione era ritenuta sì molto rischiosa, ma la UNSC non era di certo a conoscenza dei numeri precisi di navi o truppe presenti sulla Luna, come per esempio i 7 Incrociatori Covenant, molti squadroni di Seraph e migliaia di soldati tra i quali Elites, Jackals e Grunts. La UNSC non si sarebbe di certo aspettata di dover sacrificare così tanti Spartans durante la missione. L’allora quindicenne Noble-Six era uno degli Spartans che doveva far parte del team pronti a colpire l’installazione, ma al suo posto fu scelto qualcun altro poco prima dell’inizio delle operazioni.

Alle 11:35, i 300 SPARTAN-III della Beta Company sbarcarono su Pegasi Delta tramite Pod di inserimento orbitale Stealth a lungo raggio, un po’ come gli ODST, ma queste capsule particolari erano invisibili ai radar grazie ai materiali utilizzati. Molti Spartans, se non tutti, soffrirono di nausea o di altre forme di reazioni per via della transizione atmosferica. Nove SPARTANS morirono immediatamente, uccisi dall’impatto o dalle forze Covenant. La resistenza iniziale era leggera, poiché i Covenant non si erano ancora resi conto di quanto fosse imponente l’invasione. Furono 5 Jackals in normale perlustrazione che si accorsero di Spartan Tom e di altri suoi compagni, all’epoca poco più che dodicenni come Lucy. La maggiorparte delle truppe sbarcarono all’interno di una foresta, per sfruttare al meglio le coperture. Tutti gli Spartans avevano la stessa armatura. Tom si mise subito in contatto con Lucy e i suoi altri compagni di squadra, così da poter formare sin da subito la squadra Foxtrot sul campo di battaglia. Erano equipaggiati con Scudi Jackals sul loro avanbraccio, e possedevano varie scorte di granate al plasma. Molto presto, i Seraph dei Covenant iniziarono ad attaccare gli Spartans, bombardando gli squadroni con del plasma a 3000 gradi C°, temperatura che neanche le Mjolnir erano in grado di sopportare. A dozzine perirono sul campo di battaglia. Migliaia di Sangheili e Kig-Yar si unirono alla difesa.

Risultati immagini per tom lucy spartan
Lucy-B091

In risposta, gli SPARTANS sopravvissuti caricarono; la loro velocità e i loro riflessi li aiutarono a uccidere centinaia di soldati Covenant in breve tempo. Altri squadroni riuscirono ad allontanare i Seraph grazie ai loro lanciarazzi, seppur per un breve periodo. Rinforzi Covenant uscirono direttamente dalla raffineria, dirigendosi velocemente verso gli Spartans. Tom-B292 e Lucy-B091 riuscirono a buttar giù un Elite, di risposta i Covenant aumentarono la loro potenza di fuoco. Ne “La battaglia di Onyx”, si descrive di come i Covenant non avevano neanche la necessita di mirare il nemico, data la vastità di plasma incandescente che cadeva sulle teste degli Spartans, quasi come un nuovo D-Day, con l’UNSC nel ruolo degli USA in una missione praticamente suicida verso nemici appostati e ben addestrati per rendere al meglio sul campo di battaglia che già conoscevano.  

Risultati immagini per tom lucy spartan
Tom-B292

Approfittando di un piccolo rallentamento del fuoco nemico, un paio di centinaia di Spartans riuscirono ad avvicinarsi all’installazione, sfruttando i fumi di guerra. Migliaia di Covenant contro circa 200 Spartans, la situazione era quasi tragicomica. Sta di fatto che utilizzando delle lame energetiche di Elite caduti, ed altre armi quali pistole al plasma, alcuni Spartans, Tom incluso, riuscirono ad abbattere numerosi nemici. Ma fu proprio in queste fasi concitate che si decise di applicare il codice OMEGA 3. Quest’ordine proveniva dalle alte cariche UNSC, e veniva attivato solo in caso di operazioni ad altissimo rischio. Un codice-panico, ossia una ritirata coatta vista la situazione assolutamente insostenibile per qualsiasi Spartan.

Il motivo? Fu subito chiaro a tutti, specialmente a Tom, visto che fu il primo ad alzare lo sguardo quando all’improvviso, fecero la loro comparsa ben sette incrociatori Covenant, che rilasciarono immediatamente una dozzina di Seraph, pronte a colpire gli ultimi Spartans sopravvissuti e porre fine alla battaglia. Il team Foxtrot decise però di non arrendersi, seppur completamente senza più difese o possibilità di reagire. Tom si focalizzò sull’obiettivo primario della missione, e ripensò a tutti gli Spartans che erano caduti nelle precedenti ore, deciso a dare un senso alla loro morte. Con a capo Tom, il team cercò di raggiungere la fabbrica, eludendo qualsiasi scontro a fuoco che poteva proporsi, questo solo per accelerare la riuscita della missione. Furono lanciate solo un paio di granate per cercare di disorientare una squadra Elite che si pose davanti alla squadra. Anche se non espressamente scritto nel libro, le cause della morte dei restanti quasi 200 Spartans furono i bombardamenti dei Seraphs schierati dagli Incrociatori, i nuovi rinforzi sul campo, e sicuramente le fasi finali della missione, che scopriremo tra qualche attimo.

Risultati immagini per 300 spartans halo
Tom e Lucy nelle fasi finale dell’operazione

Nelle fasi di avvicinamento al cuore dell’installazione, Adam-B004 fu ferito a morte, ma rimase in piedi per trattenere le forze Covenant in modo che il resto della squadra potesse correre verso l’obiettivo. Min-B174, nel tentativo di piazzare le cariche, venne ucciso da un’esplosione prematura. Gli ultimi due SPARTAN-III rimasti, Tom-B292 e Lucy-B091, riuscirono però a sovraccaricare con successo il nocciolo del reattore della raffineria, riuscendo a fuggire verso una scogliera a strapiombo sul mare. Prendendosi per mano, si tuffarono in acqua rischiando l’annegamento, ma risaliti in superficie, assistettero ad una nuova realtà: tutto era stato vaporizzato, installazione e tutte le forze Covenant rimaste, inclusi gli incrociatori, erano soltanto un lontano ricordo. Probabilmente nella terribile esplosione, persero la vita anche numerosi Spartans. I due, quasi increduli, recuperarono un Prowler dell’Oni, e tornarono verso lo spazio colonizzato UNSC.

L’operazione TORPEDO si era conclusa fondamentalmente con un successo? Studiamo la situazione post-missione: di positivo c’era che ora i Covenant dovevano viaggiare molto più a lungo per rifornire le proprie armate, i sette incrociatori distrutti, le decine di Seraph e le migliaia di soldati Covenant uccisi in battaglia. Ma se pensiamo alle centinaia di Incrociatori Covenant ancora attivi, milioni di soldati alieni sparsi per la Galassia così come centinaia di Seraph pronte a colpire, personalmente credo che questa missione fu essenzialmente un’harakiri per la UNSC

Your email address will not be published. Required fields are marked *