L’EVOLUZIONE DI MASTER CHIEF // DAL 1999 AI GIORNI NOSTRI

L’EVOLUZIONE DI MASTER CHIEF // DAL 1999 AI GIORNI NOSTRI

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Quando la Microsoft si lanciò nel mondo dell’intrattenimento videoludico verso la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000, già sapeva di entrare in un contesto altamente competitivo e rischioso.

Nintendo possedeva una marea di proprietà intellettuali che erano radicati nei cuori dei videogiocatori, e Sony era sulla buona strada per diventare un colosso dell’entertainment grazie anche a personaggi freschi ed interessanti che avrebbero dato presto una scossa al mercato. Durante la fase di preparazione al lancio della prima Xbox sul mercato, Microsoft finanziò tanti piccoli progetti nel tentativo di creare una mascotte rappresentativa per la propria console.

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La prima ed indimenticabile XBOX

Sebbene le prime interviste di settore facevano propendere per il personaggio Blinx, visto il successo iniziale del titolo, non ci volle molto che John-117 ed il suo personaggio prese il sopravvento sulle altre scelte, diventando così il degno rappresentante della mitica Xbox, e non solo.

Da allora, il personaggio ha fatto molta strada. Durante il corso degli anni, la grafica si è totalmente evoluta, così come il design dell’intera armatura. Per questo video prenderemo come riferimento i titoli principali che ben conosciamo, senza tener conto di eventuali live-action, serie animate o altri corti usciti sul mercato.

Cominciamo con un salto nel passato, 1999, prima ancora che il titolo Halo fosse accostato alla Microsoft. Bungie stava sviluppando un gioco esclusivo per piattaforma Apple, ed ebbe modo di mostrare una tech demo in un paio di occasioni ufficiali. A prima vista il gioco sembrava molto più improntato sulla tattica e sul movimento dei soldati sul campo di battaglia, che sul fatto di essere puramente un FPS. Ma è in questi fotogrammi che appare per la prima volta su schermo il nostro Spartan preferito, Master Chief, mostrandosi in una favolosa armatura che non sarebbe stata molto differente da quella che poi fu utilizzata in Halo: CE.

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Una delle prime versioni conosciute di Master Chief

Notiamo a prima vista un visore con una tonalità leggermente più scura di quella utilizzata nel prodotto finale; un antenna che fuoriesce dal lato posteriore dell’elmetto, rimossa poi nella versione finale; uno spallaccio molto più prorompente di quello che venne utilizzato in Halo: CE, nonché un angolatura differente della parte posteriore dell’armatura; ed in una piccola parte della tech-demo, assistiamo ad un Master Chief molto fiero di poter imbracciare una prorompente lama energetica, non essendo sicuramente al corrente che non avrebbe potuto farlo fino all’uscita ufficiale di Halo 2.

Spostiamoci con un salto nel 2001, quando Master Chief indossa finalmente l’armatura completa che l’ha reso famoso in tutto il mondo. Ovviamente parliamo della mitica Mark V, è la prima armatura prodotta dall’UNSC che sfrutta il sistema di difesa individuale a scudi energetici, sviluppato grazie ad alcuni esemplari di scudo militare dei Jackal catturati in battaglia. Quest’armatura ha definito un’intera generazione, ed ha mostrato al mondo una tipologia di gioco del tutto nuova al quale i videogiocatori non avevano mai assistito prima.

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Un design che ha fatto la storia

Con Halo 2, la Bungie aveva adesso tantissima esperienza lavorativa sulla piattaforma, ed aveva avuto tanto tempo per ridefinire il motore grafico per lavorarci ancora meglio della precedente esperienza. Tutti si accorsero dell’incredibile salto di qualità grafico tra Halo: CE ed Halo 2. Decisero di fare le cose in grande, cambiando sensibilmente l’armatura di Master Chief sotto l’aspetto puramente estetico, dando una voce concreta alla nuova direzione artistica. Indossa infatti la Mark VI, con un elmetto che non differisce tantissimo da quello della Mark V, se non per il visore e per le texture che si riflettono su di esso, soprattutto per il colore oro vivo che lo caratterizza e che abbiamo imparato ad amare fino alle versioni odierne. E se in Halo: CE assistiamo ad un’armatura che riflette semplicemente dei gradienti di color verde, in Halo 2 abbiamo un’evoluzione sostanziale, e le texture su di essa si mostrano così reali e le proporzioni sono così realistiche da dargli finalmente la parvenza di un super-soldato, invece di un semplice robot animato come sicuramente dava l’impressione di essere nella tech-demo del 99.

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Armatura MARK VI

Salto generazionale, siamo su Halo 3. Visivamente, l’aspetto di Master Chief rimane relativamente lo stesso del titolo precedente, dato che la trama riprende precisamente da dove l’avevamo lasciata. Col fatto che le modifiche rilevanti che Bungie adottò durante le fasi di sviluppo tra Halo 2 ed Halo 3 furono principalmente l’implementazione di nuove luci dinamiche ed un lavoro certosino sulle texture del gioco, che tra l’altro si riflettevano magnificamente sull’armatura di Master Chief, fecero subito saltare all’occhio il nuovo visore: questa volta molto più riflettente e più chiaro del solito. Texture molto più dettagliate facevano notare particolari prima invisibili, come per esempio il deterioramento dell’armatura, cosa normale dopo tutte le battaglie affrontate nei giorni prima tra gli eventi di Halo: CE ed Halo 2.

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Quanti danni sulla povera armatura!

Dopo che Halo 3 e Master Chief posero finalmente fine alla battaglia, di John non si ebbero notizie per un bel po’, se non fino all’uscita sul mercato di Halo 4.

Non mancò un cameo, ossia un breve apparizione di John in un titolo che non lo vedeva in veste di protagonista: il finale di Halo Reach, quando a bordo della Pillar of Autumn si assisteva alla sua presenza all’interno di una capsula criogenica. Se si possedeva una modifica particolare all’Xbox, si poteva addirittura entrare fisicamente nella capsula grazie ad una telecamera free, nella quale si notava sin da subito il design completamente diverso della Mark V originale, questo perché Reach aveva una filosofia di concetto visivo completamente differente da Halo: CE.

Il busto è completamente differente, mostrandoci due pulsanti random proprio sulla parte frontale. Il visore non sembra affatto quello che abbiamo avuto modo di conoscere nei precedenti titoli; ma nel contesto riusciamo a riconoscere l’elmetto Mark V, segno di riconoscimento della Bungie nei confronti della loro prima creatura.

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E’ lui o non è lui?? Certo che è lui!

Come sappiamo, dopo Halo Reach la Bungie lascia la guida del franchise simbolo della console Microsoft, e quest’ultima si affida ad un nuovo team chiamato 343 Industries. Il primo progetto che gli viene affidato è Halo: CE Anniversary, che fu un omaggio per i 10 anni del primo titolo Halo sulla nostra console, nel quale grazie al tocco di un tasto potevate cambiare istantaneamente l’aspetto del titolo tra nuovo e vecchio motore grafico.

Ricordo che il primo trailer di questo titolo fu dannatamente terribile: giocarono molto su frasi del tipo “Prima era questo, ora avreste questo” o cose del genere. Onestamente l’elmetto di Master Chief sembrava un pò troppo allungato, il visore troppo grande, ed alcuni aspetti grafici lasciavano a desiderare come se non avessero ancora preso le redini del motore grafico con il quale stavano lavorando. Fortunatamente, durante le fasi di lavorazione, le cose sembravano andare per il verso giusto ed risultato finale fu a dir poco apprezzabile. La volontà di tutti fu quella di restare fedeli al design originale della Mark V, e così fu. Il tocco di classe fu quello di optare per un upgrade grafico che puntasse solo alle migliorie generali delle texture e del sistema di illuminazione, piuttosto che sconvolgere il design mostrando magari un armatura ibrida che potesse far storcere il naso ai più. Fecero un ottimo lavoro lasciando, per tornare sulle mie parole precedenti, i gradienti verdi sull’armatura, ma con l’aggiunta particolare di texture che davano la sensazione reale di un’armatura sporca, usata, vissuta. Anche il visore fu migliorato, con texture e riflessi a dir poco fantastici.

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Il primo tentativo della 343 Industries

Arriviamo al 2012, quando la 343 Industries ebbe l’occasione di poter mettere in campo la sua esperienza pregressa costruendo da 0 il nuovo titolo che tutti conosciamo come Halo 4.

Beh, che dire…Master Chief fu praticamente messo in lavatrice, in modalità centrifuga. L’armatura di John subì infatti dei drastici cambiamenti che, ovviamente, hanno diviso il pubblico in due fasce distinte: ossia chi amava e chi odiava il nuovo design. Partendo dal busto, notiamo un corposo snellimento della struttura, con una parte libera al centro, fornendogli di risposta una protezione ulteriore nella sezione vita; la protezione superiore del visore leggermente più importante e piena; spallacci e parti delle articolazioni inferiori completamente ridefinite per dare all’armatura un tocco diverso in linea con gli altri elementi; cambiata anche la termotuta sotto l’armatura, non facendola più sembrare solo un manto nero al di sotto dei pezzi, ma al contrario qualcosa di riconoscibile e rendendola parte dell’armatura stessa. Gli effetti di luce furono curati all’inverosimile, motivo per il quale anche il visore sembrerebbe vivere di luce propria, grazie a delle texture di alta qualità che facevano riflettere quello che accadeva proprio davanti al nostro eroe. Per il colore dello stesso fu scelta una tonalità di giallo molto più scura di tutti gli Halo precedenti, quasi rendendolo arancione.

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Una svolta totale, HALO 4

Due anni più tardi, Xbox e Microsoft annunciarono la realizzazione del sogno di ogni fan di Halo che si rispetti, la Master Chief Collection, anche se inizialmente ci furono parecchi problemi di server e non solo, che vennero risolti solo dopo tanto tempo. La collezione conteneva Halo 2 Anniversary, ossia la special edition di Halo 2 creata per i suoi primi 10 anni. Grafica completamente rimasterizzata, nuove cutscenes pre-renderizzate, curate in stretta collaborazione con un nuovo studio, i Blur. Ovviamente, gli splendidi filmati rimasti negli occhi di tutti noi non erano di certo in-game, ma i Blur sono stati straordinari nell’unire il design originale dell’armatura e dell’ambiente generale di Halo 2 con le nuove tecnologie, senza far sembrare nulla di tutto ciò forzato o troppo pompato.

Dopo tutto quello visto ed apprezzato in questa versione rimasterizzata di Halo 2, si venne a creare un hype assurdo per il titolo in uscita, Halo 5. Tutti pensavano che la 343 Industries avesse preso nota dell’incredibile successo ottenuto da questa versione rimasterizzata di Master Chief, e che avrebbe seguito gli stessi concetti strutturali. Sta di fatto che l’aspetto di John non variò del tutto, come sicuramente i più avrebbero voluto, tra la versione di Halo 4 ed Halo 5.

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HALO 5, o lo ami o lo odi!

I trailer iniziali sconvolsero tutto il pubblico, dato che Master Chief era adesso etichettato come traditore, e che lo Spartan Locke fu sguinzagliato per trovarlo e riportarlo sulla retta via. Fu sicuramente una mossa di marketing molto oculata, eccetto per il fatto che per praticamente tutto il titolo si giocava quasi esclusivamente nei panni di Locke, e poche furono le occasioni nelle quali ci si poteva immedesimare in quelli di Master Chief. Che poi, diciamocela tutta, non ci poi questo grande confronto tra queste due personalità: semplicemente la Squadra Osiris era costantemente sulle tracce del Blue Team e di John, fino ad arrivare ad una piccola scazzottata, tutto qui.

Ritornando sulla resa visiva di Master Chief, si notarono alcuni cambiamenti che furono focalizzati nel riprendere alcune caratteristiche tipiche del design dell’armatura di Halo 2 o 3, come per esempio la tipologia del visore e il colore dello stesso, ma nella quasi totalità si attestarono sulla falsa riga di quella del 4 capitolo.

Dopo il rilascio di Halo 5 Guardians nel 2015, Master Chief non è più comparso in video, neanche in Halo Wars 2, rilasciato 2 anni dopo. A porre fine a questa mancanza, ci è venuto in soccorso il primo trailer di Halo Infinite, all’E3 dello scorso anno.

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Un ritorno alle origini

Pochi minuti, ma che hanno reso più sopportabile l’attesa spasmodica per il prossimo titolo. Le reazioni delle più importanti personalità del mondo di Halo e non hanno gridato al miracolo, quando hanno avuto modo di constatare un ritorno netto agli albori, soprattutto visivamente.

Nei pochi minuti del trailer abbiamo imparato ad apprezzare il nuovo engine grafico, creato da zero ed in grado di farci godere, a prima vista, di fantastici paesaggi e di texture ottimamente realizzate.

Sembra davvero che la 343 Industries abbia voluto sentire ed approfittare di tutti i feedback dei fan, riproponendo una revisione in chiave moderna di un’armatura che ha fatto la storia del franchise. Notiamo il visore caratterizzato da una superficie piatta, color oro e molto riflettente, abbandonando per sempre la texture vettoriale che aveva fatto storcere il naso ai più.

Così come la scelta di riprendere la tuta sotto l’armatura con un nero molto basico, senza molte striature particolari o riflettenti come invece abbiamo avuto modo di conoscere nei 2 precedenti capitoli.

Halo Infinite, un ritorno al passato con un occhio al presente: sembra questo il motto che la 343 Industries voglia porre come incipit per la sua nuova creatura. L’unica cosa che possiamo fare, da qui ad un anno, è incrociare le dita e sperare che la community di Halo possa ricomporsi ancora una volta, e tornare a brillare.

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