Il SGT. JOHNSON È SOPRAVVISSUTO AD HALO 3? // ABBIAMO LA RISPOSTA DELLA 343 INDUSTRIES!

Il SGT. JOHNSON È SOPRAVVISSUTO AD HALO 3? // ABBIAMO LA RISPOSTA DELLA 343 INDUSTRIES!

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La voce circola già da qualche tempo: il sergente Johnson può davvero essere sopravvissuto agli eventi di Halo 3?

Abbiamo la risposta ufficiale della 343 INDUSTRIES!

Tutti noi abbiamo assistito alla sua presunta dipartita nella fase finale del terzo capitolo di Halo, colpito a morte da 343 Guilty Spark, e da allora non si hanno più sue notizie.

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Recentemente però, Frank O’Connor, direttore dello sviluppo per la 343 Industries, ha voluto rispondere a queste voci di corridoio. Bisogna solo capire con quale scopo: per prendersi gioco di noi? O come hanno pensato in tanti, per darci qualche indizio per il futuro?

Cercheremo di andare in fondo a questa storia, provando ad immaginarci in che modo possa essersi salvato nelle fasi finali gli eventi di Halo 3, ed essere pronto a sfoggiare il suo sarcasmo ma soprattutto le sue spiccate doti di comando.

Il Sergente ha giocato un ruolo fondamentale nel franchise Halo, un ruolo che al momento non è stato ancora rimpiazzato, almeno propriamente.

E’ a tutto tondo uno dei personaggi più amati dell’intero panorama, personalmente mi ha sempre trasmesso un senso misto di sicurezza e simpatia durante i gameplay e le cutscenes; ed è sempre riuscito ad equilibrare e risolvere situazioni talvolta anche con delle semplici frasi o discorsi che andavano a colpire i cuori di chi lo ascoltava. Tutto questo e molto altro, anche nei libri, è stato il sergente Johnson.

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Sala controllo in Halo 3, fasi finali. 343 Guilty Spark tradisce la fiducia di Master Chief e Johnson, fino ad allora conquistata durante le fasi precedenti, trafiggendo il Sergente con un raggio mortale che sembrerebbe ucciderlo in 60 secondi. Stesso destino sarebbe costato a Master Chief ed all’Arbiter, se non fossero stati protetti dalle loro armature.

Dopo essersi occupato di 343 Guilty Spark, Master Chief cerca di aiutare il Sergente, ma quest’ultimo rifiuta ogni tipo di assistenza, forse per non rallentare ulteriormente Chief, chiedendogli spontaneamente di lasciarlo lì e di voler saltare insieme all’anello, con la volontà di finirla in un modo che sarebbe rimasto nella storia, quasi identificandosi in un martire.

Il Sergente, dopo questo breve discorso, sembrerebbe passare a miglior vita; sicuramente uno dei momenti più tristi al quale abbiamo assistito.

Ma…c’è un MA!

Il direttore dello sviluppo della 343 Industries Frank O’Connor, tramite il suo canale Twitter, ha voluto rispondere ad un semplice dubbio portato alla luce da un semplice fan di Halo, il quale si chiedeva di come la 343 Industries possa aver pensato ad eventuali ritorni o magari approfondimenti di personaggi come Miranda Keyes o lo stesso Sgt. Johnson.

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O’Connor esce quindi allo scoperto, ammettendo che sia Miranda che Johnson sono ancora in giro, magari non negli eventi della timeline presente. Potrebbe darsi che prima o poi le loro storie possano ripresentarsi quando meno ce l’aspettiamo. “Potremmo non raccontare solo storie contemporanee ai titoli in uscita.” cit.

“Abbiamo rivisitato tempi e luoghi in passato, potremmo farlo ancora.” cit

Questo potrebbe essere un grosso indizio da parte di Frank O’Connor, che potrebbe rivelarci la presenza del Sgt. Johnson sia in carne ed ossa, o magari in maniera “secondaria”, come potrebbero essere dei media nascosti in dei Terminali, flashbacks o magari poterlo rivedere direttamente in qualche nuovo fumetto in uscita, chi lo sa. Tutto questo sarebbe molto nostalgico e darebbe gioia ad ognuno di noi, ma non siamo qui per piangerci addosso femminucce. In questo video stiamo cercando di dare una spiegazione logica a come il Sergente sia potuto sopravvivere agli eventi finali di Halo 3.

L’utente Twitter “Installation001” ha pressato O’Connor su di un eventuale risposta al suo quesito, ossia che Johnson possa non essere stato colpito così violentemente da 343 Guilty Spark, ed in qualche modo si sia potuto salvare.

Frank O’Connor risponde quasi subito, e con molti dettagli a riguardo!

“Se fosse sopravvissuto, avrebbe riportato delle ferite a dir poco mortali, e sarebbe dovuto essere trasportato attraverso il sistema di teletrasporto dell’Arca, prima che la Sala Controllo fosse completamente distrutta. E non sappiamo neppure da chi possa essere stato curato.”

Poniamo subito dei paletti: al momento non sappiamo, in base alla Lore, se il Sergente abbia davvero perso la vita in questo luogo. Anche O’Connor, usando la frase “…se fosse sopravvissuto…”. Quindi, oggettivamente, il finale di Halo 3 è aperto a ogni tipo di speculazione.

Come sappiamo, Master Chief fu colpito un paio di volte da questo raggio dei Precursori scatenato da 343 Guilty Spark, tra l’altro senza scudi attivi. Rimase in vita e cosciente grazie ad un Gel speciale presente all’interno della sua armatura. Lo stesso Gel che lo salvò dalla caduta dallo spazio nei primi atti di Halo 3. Gel che è presente, seppur in quantità ridotta, nelle armature dei Marines, per preservare i loro corpi da ambienti troppo freddi o troppo roventi, o forse anche dei colpi come questo? Il Sergente indossava proprio una di queste armature, che possa davvero averlo protetto dall’estremo calore sprigionato dal raggio? E del fatto che Johnson sia passato attraverso le prime fasi di esperimenti ed accrescimenti fisici del Progetto Orion, e che quindi possa definirsi uno Spartan? Le ferite e le bruciature riportate erano quasi sicuramente mortali, non tanto però da poter scambiare qualche parola con Master Chief prima di perdere i sensi.

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In secondo piano, l’Arbiter viene colpito dal raggio per 3 secondi netti, non dimenticandoci del fatto che non indossasse di certo l’ultima armatura Elite in fatto di tecnologia, ma bensì una vetusta e quasi senza protezioni interne. E’ comunque riuscito a sopravvivere.

Tutti questi dubbi alimentano la mia convinzione, ossia che Johnson possa davvero avercela fatta, o meglio che possa essere rimasto in vita tanto da poter essere curato da qualcuno.

Ora, la più grande discrepanza di questa teoria è che in un certo senso, l’abbiamo visto morire tra le braccia di Master Chief. Come visto in precedenza, Frank O’Connor ci da qualche speranza adducendo alla probabilità che possa aver usato la rete di teletrasporti dell’Arca prima che fosse completamente distrutta dagli eventi dell’attivazione. Dire che sarebbe stata una missione complicata se non impossibile per il Sergente non è affatto utopia, dato che nei momenti appena dopo l’attivazione dell’anello, assistiamo alla rottura e la conseguente caduta di porzioni intere della struttura tutto intorno a John, il quale cerca di salvarsi correndo come non mai verso l’uscita. Proprio in questi frames assistiamo al corpo di Johnson, riverso su di una piattaforma ormai prossima alla caduta, uscire dolcemente di scena per andare a finire chissà dove.

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Qui c’è da segnalare un enorme easter-egg, o semplicemente un errore da parte dei grafici. Durante la fuga di John dalla sala di controllo, un’inquadratura dall’alto ci mostra invece il corpo di Johnson fermo e sulla stessa piattaforma, che viene colpito in maniera netta da un pezzo enorme della struttura. In questo caso le possibilità che possa essere rimasto in vita sarebbero a dir poco minime. Ma come si spiega la presenza di 2 Sergenti Johnson all’interno della stessa scena?

Mettiamo il caso che Johnson possa essere riuscito ad arrivare presso un centro comando per utilizzare un sistema di teletrasporto interno all’Arca. Non penso proprio che il Sergente possa essere stato in condizioni di rianimarsi da solo, alzarsi e eseguire i comandi necessari per evadere da quell’inferno. E quindi, chi potrebbe averlo aiutato a rimettersi in sesto? Chi avrebbe attivato il teletrasporto?

Beh, a pensarci bene, nessuno in particolare. Più che altro ci sarebbe da pensare ad uno speciale Protocollo dei Precursori che si sarebbe attivato in automatico per preservare la vita in caso di pericolo della struttura, e che si sarebbe occupato in automatico del trasporto dei feriti, magari servendosi di una Cryptum Ball, ma dalla Lore non abbiamo nessuna risposta.

Riprendiamo per un attimo il messaggio Twitter di O’Connor, precisamente la parte dove dice: “E se le ferite fossero state curate, non sappiamo da chi”. Anche qui possiamo supporre che, se magari fosse stato trasportato dai Precursori, una loro intelligenza artificiale possa essersi preso cura di lui; magari un Monitor di qualche installazione, oppure qualcuno della parte alleata dei Covenant, o addirittura dai Covenant cattivi, che avrebbero avuto come ostaggio un pezzo da novanta, estorcendogli qualsiasi informazione utile ai loro scopi.

C’è da dire, dopotutto, che le grandi storie, quelle che rimangono impresse, sono caratterizzate da grosse perdite. Perdite importanti. Tutte le storie, o anche i film con finali felici, tendono a durare poco nei nostri cuori, e lasciano una parvenza di vuoto, sembrando quasi troppo finti.

Johnson è stato con noi sin dagli albori, è diventato un nostro fratello in battaglia, e la sua eventuale dipartita sarebbe stato si frustrante per tutti noi, ma decisivo per dare un pathos ulteriore alla trilogia.

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La domanda sorge spontanea: un suo eventuale ritorno, rovinerebbe tutto questo?

Direi di no. L’importante è farlo tornare nel modo giusto! Così come Cortana è tornata completamente diversa in Halo 5, magari Johnson potrebbe essere stato equipaggiato con arsenale dei Precursori, e darci una mano contro una Cortana all’apparenza invincibile.

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