MASTER CHIEF FU QUASI DEL TUTTO INFETTATO DAI FLOOD // SALVATO IN EXTREMIS DA…

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Durante la sua vita, Master Chief è stato capace di mettere a tacere orde di Covenant, Flood ed in qualche caso sporadico, altri essere umani.

Ma ad un certo punto della sua attività di Spartan fu quasi sconfitto per mano di una semplice spora Flood, pronto a diventare un organismo infetto agli ordini della Mente Suprema. Sta di fatto che qualcuno ebbe la prontezza di salvarlo proprio attimi prima della sua dipartita, cambiando così un destino praticamente certo.

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Oggi andremo ad analizzare questo episodio, cercando di non tralasciare nessun particolare.

Siete pronti Spartans?

Quando venni a conoscenza che Master Chief fu quasi stato sconfitto dai Flood e che fosse riuscito a cavarsela solo grazie ad una saggia decisione di qualcun altro, rimasi abbastanza sorpreso.

Da una parte abbiamo la più vasta forma infettiva con la capacità di poter annientare intere razze senzienti, come successo con i Precursori; dall’altra il nostro John, la potenza di dieci carri armati in una corazza Mjolnir.

Nel secondo libro pubblicato sull’Universo di Halo, dal titolo Halo: The Flood, si narra degli eventi durante Halo: CE, episodi che andavano di pari passo alla cronistoria del gameplay che tutti noi abbiamo avuto modo di giocare.

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Oggi andremo a ripercorrere un evento particolare all’interno di questo libro, non toccato minimamente né dal gameplay che da nessuna cutscenes all’interno del gioco.

Se avete solo avuto la possibilità di giocare Halo: CE senza aver letto nessuna riga del libri, sarete di certo sorpresi di sapere che mentre il buon John era indaffarato a sovraccaricare i generatori, ad evitare gli attacchi delle sentinelle e quelli di 343 Guilty Spark, fu quasi ucciso dal Flood, salvato solo grazie al pronto intervento di un importante personaggio del gioco.

Nei primi Halo assistiamo ad incredibili cutscenes, in alcune delle quali Master Chief sembra in grado di comunicare, arrivando a patteggiare con i Flood, e senza un attenta analisi o approfondimento possiamo addirittura pensare che John sembra quasi non considerare la loro pericolosità. Non possiamo di certo vedere le espressioni o le emozioni sul suo volto, ma assistiamo solo al coraggio e alla sfrontatezza di affrontare orde di Flood pronte solo a cibarsi di qualsiasi organo senziente gli si pari davanti.

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Ma abbiamo prove certe che anche gli Spartan della sua natura e statura, hanno paura del parassita. Come si dice in questi casi, carta canta.

Mentre abbiamo affrontato le prime ondate di Flood importanti, durante il livello della Biblioteca, in Halo: The Flood si narra che Master Chief “tremava” di terrore mentre si confrontava con l’infezione. Quindi non dobbiamo vergognarci della nostra inquietudine appena cominciamo a sentire la famigerata colonna sonora che accompagna la loro fuoriuscita: anche John si stava cagando addosso.

Durante l’ultimo livello di Halo: CE, mentre John era in procinto di attivare la fusione del reattore nucleare dell’Infinity, durante una fase di ricarica del suo fucile, venne attaccato alle spalle da una forma Flood da Combattimento. Grazie ad una grossa chiave inglese, colpì con forza l’elmetto di John tanto da disinnescare lo scudo protettivo della Mjolnir. Negli stessi momenti, una forma semplice di Flood, per capirci i piccoli bastardi che abbiamo avuto modo di conoscere da Halo: CE, saltò direttamente sul visore dell’elmetto. Sappiamo di come tutti gli Spartans hanno la possibilità di rimuovere il proprio elmetto, e possono farlo molto facilmente come abbiamo visto per esempio nel trailer di Halo Infinite. Questo significa che l’armatura è divisa tra busto e collo, non è ermetica.

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E’ proprio la parte del collo, ossia quella che divide l’elmetto dal resto dell’armatura, che potrebbe essere un punto fragile e vulnerabile, essendo ricoperto solo da uno strato di materiale molto più delicato della stessa armatura. La forma parassitica riuscì perciò a trovare il modo di trapassare questo strato di materiale e ad entrare direttamente in contatto con la pelle di John. I suoi tentacoli si intrufolarono sempre più a fondo, tanto da arrivare a contatto con la sua spina dorsale. I tentacoli riuscirono a trapassare il primo strato di pelle, andando sempre più in profondità tra le vertebre. E’ qui che il povero John, in lacrime dal dolore e vulnerabile quasi come un bambino, cominciò a pensare che potesse essere davvero finita: forse è proprio qui che morirà il grande Master Chief.

E faceva benissimo a pensare ciò: il modus operandi del Flood è proprio questo, prende possesso dei corpi senzienti, dei propri ospiti, andando in profondità grazie ai suoi lunghi tentacoli fino a prendere il pieno possesso della spina dorsale, usandola quasi sicuramente come “collegamento diretto” con gli arti della vittima. Inietta quindi un virus letale sotto forma di spora, che contiene tra le altre cose il DNA del parassita, che il più delle volte uccide istantaneamente la vittima. In questo momento il Flood ha il pieno potere del corpo ospite, e può sbizzarrirsi allegramente con le sue mutazioni più strambe. In pochi attimi, il corpo della vittima raggiunge lo stato di Forma da Combattimento, ed è pronto per far parte del numerosissimo esercito dei Flood.

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Ma torniamo da John, praticamente immobilizzato ed oramai pronto ad accogliere la morte celebrale, non avendo alcuna possibilità di reagire. Di certo lui non poteva più farlo, ma Cortana si!

Come detto poc’anzi, il colpo della chiave inglese subito da John sull’elmetto aveva provocato un brusco calo dello scudo dell’armatura, portando il suo stato di carica elettrica quasi a 0.

Cortana però era ancora presente e vigile nel suo elmetto e riuscì, facendo attenzione ad usare solo la giusta dose di potenza necessaria, a creare un “corto circuito” all’interno dell’armatura, una sorta di scarica elettrica. Fu così che questa energia entrò nelle viscere del parassita, facendolo vibrare violentemente, così come fece con il corpo di John che lo assorbì in maniera diretta causandogli un grave shock a livello dei terminali nervosi.

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Ma il livello di addestramento dello Spartan era tale da reggere ben oltre questo tipo di trauma. La forma basica del Flood non era altrettanto preparata, e durante la fase più acuta dei propri tremori…BOOM…esplose in grande stile, spargendo ovunque i propri resti.

A John bastarono una decina di secondi per riprendersi, ed anche meno per imbracciare nuovamente il proprio fucile e sparare alla Forma di Combattimento Flood che l’aveva colpito in precedenza con la chiave inglese.

Le prime parole di Cortana dopo lo shock inferto a John furono “Mi dispiace per quello che ho fatto...”…mentre lui continuava a ripulire l’area intorno da ogni presenza Flood… “Non potevo fare nient’altro che quello” continuò l’IA. Master Chief si prese un paio di secondi di pausa, caricò l’arma, e replicò semplicemente: “Ci siamo andati vicini…”.

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