GLI SPARTANS CHE HANNO TRADITO L’UNSC // MASTER CHIEF METTITI IN FILA

GLI SPARTANS CHE HANNO TRADITO L’UNSC // MASTER CHIEF METTITI IN FILA

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Nella lore di Halo, gli Spartans sono l’unica speranza per l’intera razza umana. Sta di fatto che i mezzi usati dalla UNSC per farli diventare tali, non sono del tutto tollerabili: bambini rapiti dalle proprie famiglie, indottrinati ed allenati per diventare super soldati senza alcun sentimento se non quello della voglia di perseguire la vittoria a tutti i costi.

Ma tra tutti questi Spartans ci furono alcune eccezioni, che non solo disobbedirono ad ordini diretti dei propri superiori, ma perseguirono i propri obiettivi seguendo dei piani personali senza curarsi delle conseguenze.

Oggi parleremo degli Spartans che hanno tradito la UNSC.

So cosa state pensando cari Spartans, l’alto tradimento più spudorato è stato sicuramente quello di Master Chief nelle sequenze di Halo 5, ma se vi dicessi che non è stato quello più rilevante di tutti?

Dal 2494 al 2513 hanno luogo due insurrezioni nel Sistema di Eridanus, entrambe soppresse. Queste rivolte convincono l’UNSC a dare avvio al Progetto SPARTAN per far fronte alla minaccia che queste rivolte rappresentano. Per questo progetto vengono rapiti 75 bambini in tenera età, rimpiazzati da cloni flash e il 9 marzo 2525 sono sottoposti ad una serie di interventi che gli provocano una serie di mutazioni potenzianti sia fisiche che biologiche. Purtroppo solo 33 bambini riescono ad assimilare questi potenziamenti, 12 rimangono invalidi e 30 muoiono.

Alcuni di questi, anche dopo lavaggi di cervello ed indottrinamenti vari, cercano comunque una vendetta personale, contro quella USNC che li ha strappati ad una vita di certo difficile, ma senza proporgli una scelta o domandargli se volessero arruolarsi volontariamente nell’esercito.

Uno degli esempi più lampanti è quello della Spartan-023, Daisy, protagonista della puntata da circa 23 minuti dal titolo Homecoming, della raccolta Halo: Legends.

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Un paio di settimane dopo i potenziamenti, Daisy ed altri quattro Spartan-II puntarono il dito contro la UNSC e la dott.ssa Halsey, cercando di fuggire dal Programma Spartan. In qualche modo raggiunsero Reach da disertori, con l’unico obiettivo di tornare da dove erano stati rapiti, nelle loro case, dai loro genitori.

Nelle settimane prima che abbandonassero il Programma Spartan, i ragazzi avevano già subito vari lavaggi di cervello e durissimi allenamenti. La UNSC non voleva di certo buttare al vento milioni di dollari di investimenti in tecnologia. Per questo organizzò una spedizione in codice rosso di mezzi e uomini, per cercare i traditori e riportarli in caserma. Daisy riuscì nell’intento di raggiungere casa sua, dove tutto poteva immaginare di trovare, tranne un suo perfetto clone. Questi cloni erano come detto pocanzi dei “Cloni Flash”, inseriti nel nucleo familiare al posto dei prescelti, ma programmati per deperire dopo poche settimane simulando cause naturali o fisiche. Non voglio assolutamente rovinarvi la trama, quindi se non avete visto questo episodio della serie Halo Legends, potete recuperarvelo con il link in alto a destra.

Il prossimo esempio che prenderemo in considerazione è Soren-066. Prescelto per far parte del Programma Spartan-II, ma gravemente sfigurato per cause sconosciute durante i potenziamenti fisici. I potenziamenti fisici solo uno degli ultimi step che accompagnano i super soldati verso l’acquisizione di una valanga di abilità fino ad allora sconosciute, come una forza sovraumana condita da un’agilità degna di un felino. Queste intense procedure chimiche e nano-tecnologiche erano ovviamente molto pericolose, soprattutto in un corpo non del tutto preparato o praticamente senza imperfezioni, come non doveva esserlo quello di Soren.

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Soren nacque su Dwarka nel 2511. Quando raggiunse i 6 anni, sua madre si ammalò gravemente, ma il patrigno tardò ad affidarla a delle apposite cure dato che era impegnato in una fattoria di un insediamento al di là dei confini. Fu troppo tardi quando il patrigno di Soren scoprì che la malattia era ormai in uno stadio avanzato. Pur di non accettare la morte prematura della sua compagna, il patrigno di Soren chiuse a chiave in uno stanzino il cadavere della mamma di Soren. Durante una sbronza del patrigno, Soren fu in grado di rubare la chiave dello stanzino. Scoperto il dramma, Soren non potette accettarlo, e non ci pensò due volte nel prendere un coltello affilato e trafiggere la gola del patrigno dormiente. Sta di fatto che il patrigno sopravvisse, e Soren fu costretto a fuggire attraverso il bosco. Dopo qualche tempo, Soren ebbe il coraggio di tornare in quella casa, dove assistette alla morte del patrigno per causa della stessa malattia mortale che aveva afflitto sua madre. Ovviamente, non si interessò di salvare il patrigno, ma semplicemente lo vide soffrire e perire come lui stesso fece con la sua povera mamma.

Al contrario della maggior parte dei ragazzini rapiti per il Programma Spartan, Soren entrò volentieri nel progetto, quasi come avrebbe fatto un volontario. La dott.ssa Halsey e Jacob Keyes, nella ricerca dei candidati migliori, trovarono questo ragazzino autosufficiente, senza nessun famigliare al suo fianco, il quale viveva da solo già da molto tempo. Un approccio singolare, dato che in questo caso non ci fu bisogno di cloni flash o rapimenti, difatti Soren accettò di buon grado la proposta dei due.

Dopo il duro allenamento con gli altri soldati, cominciò il processo dei potenziamenti, durante uno dei quali ebbe una crisi nella quale ferì vari dottori presenti. Ebbe anche l’occasione di scappare da quella stanza, ma la sua fuga durò pochi passi più in là dove venne fermato da Mendez ed altri Marines dell’UNSC grazie all’uso di frecce al tranquillante.

Si risvegliò dopo 3 lunghi mesi, e solo ora si accorse del suo viso completamente deformato da potenziamenti non andati a buon fine, tranne che per la parte superiore del busto: in questo punto era ritenuto lo Spartan più resistente e potente di tutti. Ma non bastava per perseguire il suo destino già segnato di super soldato: venne infatti assegnato a dei ruoli non attivi, come tutti gli altri soldati deformati o malconci.

Sebbene i suoi superiori lo avessero assicurato che avrebbero trovato una soluzione migliore per lui, Soren rimase un “topo d’ufficio” fino all’età di sedici anni. Quando la sua posizione “temporanea” cominciò a sentirla sempre più permanente, cresceva il suo risentimento. Ciò rese il giovane soldato particolarmente vulnerabile alle idee di un tecnico di nome Partch, che iniziò a instillargli dottrine in sintonia con gli insurrezionalisti. Invece di riprendere Partch, o peggio di denunciarlo, Soren lo ascoltò. Lentamente e quasi impercettibilmente, le sue opinioni cambiarono finché non si ritrovò dalla parte dei ribelli.

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Dopo alcuni mesi di preparazione, Partch disse a Soren che erano pronti per disertare, ma prima avrebbero ottenuto un “souvenir” per la loro causa. Durante una notte, i due fecero irruzione in un laboratorio di ricerca geologica, forzarono un armadietto chiuso a chiave e recuperarono una piccola scatola di titanio dall’aspetto importante. Tuttavia, furono interrotti dallo Spartan Randall-037. Randall era giustamente sospettoso delle loro spiegazioni e li scortò fuori dal laboratorio in modo che potesse verificare che avrebbero dovuto essere lì. Mentre lasciavano il laboratorio, Soren attaccò Randall, e mentre i due combattevano, Partch sparò a Randall con un dardo tranquillante. Soren e Partch fuggirono dalla struttura e requisirono un Longsword che Partch aveva precedentemente preparato e hackerato, compresa un’IA abbastanza stupida a bordo col nome di Captain Teach, che Partch aveva innestato velocemente per convertirlo alla loro causa. Il loro piano per fuggire da Reach fallì, poiché furono inseguiti da altri mezzi aerei, che danneggiarono a sufficienza il Longsword per impedirgli di liberarsi dalla gravità del pianeta. Captain Teach e il sistema di computer di backup furono gravemente danneggiati, costringendo Soren ad un atterragio manuale di fortuna, grazie al quale il collo di Partch si spezzò.

Quando Mendez e i suoi marines trovarono il relitto, in quei pochi resti che rimanevano, notarono il corpo bruciato di Partch. La dottoressa Halsey riferì a Mendez la sua idea che Soren fosse sopravvissuto all’incidente, e che grazie alla sua esperienza nei boschi, Soren avrebbe avuto un certo vantaggio nel nascondersi . Halsey fece in modo che Mendez rinunciasse alla ricerca, sostenendo che Soren non era una grossa minaccia per loro: secondo lei Soren non era un traditore, era solo un’anima persa. Senza un corpo, Soren è stato ufficialmente dichiarato DIA, disperso in azione.

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